Recensione su ChronicaLibri

Un’altra bella recensione! Grazie a ChronicaLibri!!!

Durante il tragitto vide la città di sfuggita, ma quel poco bastò a deluderlo: era piccola, poco più di un paese e sembrava non offrire molte occasioni di vita mondana. Addio sogni di cene lussuose, serate all’Opera e nei locali di musica. La campagna era secca, sferzata dal vento, corteggiata dai boschi che infine la conquistavano. La carrozza si introdusse in un viale fiancheggiato da pini secolari. Etienne pensò che sembrava la strada del camposanto. Alla fine del viale si apriva un giardino con una fontana al centro. Al di là il castello e tutto intorno il bosco. Etienne scese dalla carrozza e guardò davanti a sé: il castello della Guyenne si stagliava contro il cielo scuro. Qualcuno lo osservava da dietro una tenda.” È questo lo scenario che si presenta al giovane Etienne Dorin non appena giunge nel piccolo paese normanno di Vraibourg.Vincitore nel 2011 del Premio Luigi Malerba di Narrativa e Sceneggiatura, il romanzo di esordio di Veronica Elisa Conti – “Le nebbie di Vraiborug” edito daMUPci trasporta in una gelida Normandia dall’atmosfera gotica e misteriosa. Protagonista della storia è un giovanissimo ragazzo di appena diciotto anni, che dopo essere stato chiamato dal nobile Tancrède Des Essarts, per istruire l’enigmatico Dorian -‘volto bianco nell’oscurità’-  decide di trasferirsi nel freddo castello di Guyenne. Ad alimentare il senso di inquietudine che aleggia nei luoghi della piccola cittadina è anche l’atteggiamento ambiguo dei personaggi che la abitano. La tranquillità apparente di Etienne presto è sconvolta dall’incontro con l’indipendente e schietta Ophélie De Clary e la solare fanciulla parigina, Madeleine Muset. Ben presto, il giovane viene coinvolto, suo malgrado, nella ‘nebbia’ che avvolge l’anima e il passato dei vari personaggi che incontra sulla sua strada. Tutti a Vraibourg sembrano nascondere qualcosa ed essere a conoscenza di strane storie sulla famiglia Des Essarts; ma l’ipocrisia della società borghese è difficile da scalfire e questo Etienne lo sa bene. La ricerca della verità per il giovane istitutore diventa sempre più insidiosa. La realtà con la quale dovrà fare i conti è molto diversa da come sembra. Sangue, menzogne e rancore sono al centro di tutte le vicissitudine di Vraiborug.

Con uno stile sobrio ed essenziale, Veronica Elisa conti ci regala una straordinaria storia senza tempo, in cui il mistero permea l’intreccio narrativo, basato sostanzialmente sulla continua dialettica fra verità, mistero e falsità.”

Da: http://www.chronicalibri.it/2012/09/le-nebbie-di-vraibourg-il-romanzo-di-esordio-di-veronica-elisa-conti/

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Recensione su ChronicaLibri

Città di Castello regala al Premio Malerba di Narrativa il vincitore della II° edizione

Primo Piano Notizie ci regala un bell’articolo sul loro portale!

“Anche quest’anno è giunto a compimento il lungo percorso del Premio Luigi Malerba di Narrativa e Sceneggiatura con la presentazione del romanzo vincitore, pubblicato da MUP Editore. Il premio, istituito dalla Onlus Learn To Be Free nell’ambito del Festival delle Identità, vuole rendere omaggio a uno dei più grandi scrittori italiani di origine parmense che nel corso della sua carriera ha prodotto opere di rilievo sia in ambito letterario che in ambito cinematografico. Per questo il Premio è dedicato ad anni alterni alla narrativa e alla sceneggiatura. Nel 2011, anno della narrativa, la giuria (composta da Guido Barlozzetti, Manuela Cacchioli, Margherita Heyer Caput, Paolo Mauri, Walter Pedullà, Lorenza Reverberi, Giovanni Ronchini, Franco Scaglia, Ornella Scarpellini, una classe del Liceo Classico Romagnosi di Parma e presieduta da Anna Malerba e Irene Pivetti) ha decretato vincitrice Veronica Elisa Conti, di Città di Castello, autrice del romanzo Le nebbie di Vraibourg, da luglio in tutte le librerie d’Italia.

Il romanzo Le nebbie di Vraibourg è stato presentato giovedì 28 giugno a Fandango Incontro (Via dei Prefetti, 22 – Roma). La presentazione, realizzata sotto il patrocinio della Provincia di Roma, nell’ambito del Progetto ABC, e grazie alla collaborazione di Fandango Incontro, ha visto la partecipazione di Irene Pivetti, Presidente di Learn To Be Free Onlus, Luigi Lucchi, Sindaco di Berceto, Alessandro Occhipinti, Segretario Generale FUIS, Anna Malerba, Presidente onorario della giuria del Premio, Maurizio Dodi, MUP Editore. A discutere del libro con l’autrice di Città di Castello è stato Guido Barlozzetti.

Il libro – Il romanzo Le nebbie di Vraibourg narra la storia del diciottenne Etienne Dorin che, dopo essere cresciuto in un collegio, viene convocato dal nobile Tancrède Des Essarts per istruire il figlio. Arrivato al castello della Guyenne, il giovane viene presto invischiato nelle nebbie del mistero che avvolgono il piccolo paese normanno di Vraibourg. A rendere più insidiosa la ricerca della verità è Dorian, il figlio di monsieur Des Essarts, che fugge via da ogni lezione per nascondersi, “animale immemore”, tra le ombre del bosco che circonda il castello, in un buio che protegge e consola dalla consapevolezza di essere un ragazzo, dicono in paese, toccato da Dio. In un inquietante scenario, intessuto di falsità e inganni, si muovono i personaggi delle Nebbie di Vraibourg, avvinti da una caleidoscopica catena di eventi e intrecci imprevedibili. Un romanzo sull’ambiguità che si macchia del sangue della vendetta; una celebrazione gotica del rancore quando si arma di fine e diabolica astuzia.

Il Premio Luigi Malerba – C’è tempo fino al 25 luglio per partecipare alla terza edizione del Premio Luigi Malerba che nel 2012 è dedicato alla sceneggiatura originale inedita. Il Premio è rivolto a tutti i giovani di nazionalità italiana senza limiti di età, compresi gli italiani residenti all’estero. Il Premio è inoltre rivolto a partecipanti di altre nazionalità che desiderino cimentarsi nella scrittura di un’opera in lingua italiana. La sceneggiatura, scritta in lingua italiana, dovrà essere in formato americano, di lunghezza non inferiore alle 80.000 battute e non superiore alle 380.000 battute spazi inclusi. La sceneggiatura selezionata vincitrice dalla giuria di esperti sarà pubblicata da MUP Editore e distribuita a livello nazionale nell’estate del 2013. Per maggiori informazioni e per scaricare il bando di concorso completo è possibile consultare il sito http://www.festivaldelleidentita.it.”

Da: http://www.primopianonotizie.com/Notizie/tabid/68/Notizia/120828084229-premio-malerba-narrariva-2012-veronica-elisa-conti/Default.aspx

Città di Castello regala al Premio Malerba di Narrativa il vincitore della II° edizione

Recensione su Il Chiasmo dei libri

Una nuova recensione ed un nuovo ringraziamento! Questa volta ad Ilaria Guidantoni ed al suo blog Il Chiasmo dei libri!

“Un romanzo gotico lo ha definito l’autrice quando me lo ha regalato in occasione della presentazione a Roma del Premio Malerba (del quale si è parlato in questo blog) che si è aggiudicata con questo racconto di formazione. Se l’atmosfera ha un fondo tenebroso e cubo, con punte di morbosità, i colpi di scena in stile noir non ne caratterizzano a tal punto l’impianto. Resta, a mio parere, un romanzo classico che attinge alla tradizione francese, tedesca e inglese ottocentesca e primi Novecento per la struttura e l’evoluzione del giovane protagonista, seguito sia sotto il profilo psicologico, sia intellettuale e delle vicende amorose. Le fonti sono evidenti, palesate dall’autrice nel gioco della maschera che nascondendo rivela, come i nomi che riecheggiano, in parte anagrammati, personaggi noti della tradizione letteraria soprattutto francese. Un gioco che sarebbe interessante comprendere nello spirito: interattività con il lettore e quindi puro intrattenimento? Esercizio di ironia? Gusto accademico della citazione? L’ironia è sottile e pervade con qualche nota grottesca la vicenda, soprattutto con l’uso dell’ossimoro simbolico, a cominciare dal paese nel quale si ambienta la storia, Vraibourg, letteralmente paese vero, autentico; in effetti il regno dei bugiardi. Le letture e la formazione dell’autrice sono visibili nell’organizzazione della trama, nella caratterizzazione dei personaggi, nella simbologia del bosco-labirinto, del castello, della lavandaia e rammendatrice con allusione all’atto purificatore – basti pensare alla condanna delle ‘ragazze peccatrici’ in “Magdalene” – che in questo caso è però una doppia negazione. Altro elemento degno di nota, nel quale l’esercizio di Veronica Conti è impeccabile, l’analisi della falsa società di provincia, perbenista e cattiva. La crudeltà, oltre che la falsità, è la cifra che domina l’ambiente, una ferocia che si rivolge come un’autocondanna da parte di ogni personaggio verso se stesso.

Il pregio migliore di questo libro che ha molti aspetti inattuali è lo stile e il linguaggio, decisamente moderni. Una prosa asciutta, lineare, essenziale, con alcuni spunti graffianti e originali, che fanno scivolare le pagine senza inceppamenti e guidano, sostenendo la storia fino alla fine. Alcuni passaggi meritano davvero come quando scrive “Lei si insinuò nella crepa della sua voce”; o “Lui se n’andò, il volto sfregiato da un sorriso”; o ancora “…le maldicenze che la signora Rougon macinava come i grani del rosario”.

Etienne un giovane istruttore cresciuto in collegio è invitato a fare da precettore in un castello in Normandia, a’ La Guyenne, presso il figli, Dorian, dandy bizzarro di un vecchio padre burbero vedovo e austero come gli ambienti nei quali vive. E’ Tancrède, il principe, che ha pagato l’istruzione dello stesso Etienne e che ora lo vuole con sé. Gli incontri soprattutto al femminile sveleranno a Etienne il mistero che si cela dietro questa famiglia e che lo concerne in via diretta con un crescendo pirotecnico, fino alla deriva surreale e quasi grottesca, nelle cui maglie resterà impigliato il protagonista, arreso spettatore e per questo connivente di tanto marciume. Fanno da sfondo la natura cupa del luogo, freddo e nebbioso; il bosco scuro e misterioso; le stanze fredde e volutamente poco riscaldate ed essenziali del castello dove vengono serviti pasti più che frugali; mentre all’esterno è tutto un cicaleccio di voci e pettegolezzi roventi di una violenza inaudita che simbolicamente si ritrovano nell’ostentazione del perbenismo domenicale alla messa.

Sarebbe interessante sapere dall’autrice la ragione dello spostamento del piano alla fine, soprattutto nell’epilogo, dal protagonista a quella che si rivela essere suo malgrado la famiglia, fino a rincorrere gli epigoni di una vicenda laterale come a sottolineare l’esito perverso delle rivelazioni. Che cosa ne è invece di Etienne? Cosa accade nei meandri della sua mente e soprattutto del suo cuore? Quel sondino che era sceso in profondità a seguirlo fin dalle prime pagine si ritira e lo inquadra da uno zoom un po’ lontano. Cosa rivela questa scelta?

Infine mi resta un dubbio: Etienne e Ophélie  decidono di darsi del tu nella prima conversazione: “Diamoci del tu. Non siamo coetanei?” (p. 33). Solo che poi le conversazioni proseguono con il lei finché si dice “Gli aveva dato del tu per la prima volta” (p. 93). Perché questa visibile incoerenza? Che gioco nasconde?”

Da: http://ilchiasmodeilibri.blogspot.it/2012/08/le-nebbie-di-vreronica-elisa-conti.html

Recensione su Il Chiasmo dei libri

Recensione su Recensionelibri.me

Una nuova bellissima recensione! Grazie a Mariachiara Marsella e al suo blog Recensioni Libri!

“Grazie a Veronica Elisa Conti. Grazie per due motivi.

Primo, perché mi ha scritto chiedendomi di leggere il suo libro…e per me questo è un onore, a prescindere dalla bellezza del libro.
Secondo, perché il libro è veramente bello.

Le nebbie di Vraibourg, con il quale l’autrice ha vinto il Premio Luigi Malerba, è un romanzo che finisce come non avresti mai pensato.
Scorre liberamente sotto gli occhi perché il linguaggio, seppur accurato, è assolutamente “aperto” ad accogliere il lettore che ben presto (a me è accaduto con la prima entrata in scena dello strano Dorian) è “costretto” a indossare i panni di uno dei protagonisti. Dico “costretto” perché non è un libro da leggere, ma da vivere.
Sfido chiunque a non provare empatia con il giovane Etienne, orfano da sempre e mantenuto al collegio da uno sconociuto fin quando lo stesso sconosicuto non gli chiederà di aiutarlo nel rendere più “colta” la vita dello strano figlio, proponendogli di diventare il suo insegnante.
Ma attenzione perché nulla di quel che ho detto è, in realtà, quello che ho detto .
Non intendo svelare qui né la trama né, ovviamente, il finale perché è troppo “inaspettato” per essere distrutto da qualche frase che non renderebbe lo stesso effetto di una lettura tutta di un fiato delle 157 pagine.

Etienne, Dorian, Tancrède Des Essarts (il nobile), Ophélie, Madlein, Thèrése(tenente a mente questo nome… come nella vita reale, anche qui, anche a Vraibourg, l’apparenza ha la meglio sulla realtà), sono tutti i personaggi che man mano, durante la lettura, si fanno persone e sono sicura che, in qualche modo, riconoscerete alcuni tratti tra i vostri parenti, vicini di casa, conoscenti…

Avrei voluto anche io essere lì dentro al libro, avrei voluto seguire il misterioso Dorian addentrarsi nel bosco o assistere all’ultimo atto.
Il finale, come sopra accennato, è tutta un’altra cosa rispetto l’inizio e non sarò certo io a rovinarvi la festa.
Quel che mi è capitato è che ho immaginato il finale e non c’ho azzeccato nemmeno una virgola e questo, anche questo, mi è piaciuto.”

Da: http://recensionelibri.me/2012/08/13/le-nebbie-di-vraibourg-veronica-elisa-conti/

Recensione su Recensionelibri.me

PREMIO LETTERARIO MALERBA: VERONICA CONTI RICEVUTA IN COMUNE

Un articolo di quando sono stata ricevuta dal sindaco e dall’assessore alla cultura che mi hanno fatto dono di una bellissima targa:

VERONICA CONTI RICEVUTA IN COMUNE
VERONICA CONTI RICEVUTA IN COMUNE

“È tifernate la vincitrice dell’edizione 2011 del premio letterario “Luigi Malerba”, dedicato a romanzi, raccolte di racconti, novelle e sceneggiature scritte da giovani di età non superiore ai 28 anni. Si chiama Veronica Elisa Conti e nei giorni scorsi è stata ricevuta in Comune dal sindaco tifernate Luciano Bacchetta e dal vicesindaco, assessore alla Cultura, Michele Bettarelli, che insieme hanno voluto congratularsi per il riconoscimento. Veronica ha partecipato al concorso con il romanzo “L’odore del sangue”, noir psicologico che si richiama nello stile e nell’ambientazione ai grandi romanzieri dell’Ottocento. La giuria ha riconosciuto ed apprezzato questa ispirazione dell’opera, che presto sarà stampata e adeguatamente diffusa. “Città di Castello nutre molti talenti che devono essere valorizzati e coinvolti nella programmazione culturale. L’Amministrazione comunale ha intenzione di sostenere queste energie, giovani e meno giovani, in quanto rappresentano una risorsa importante nel definire la nuova identità della nostra città, alla luce del 2012, che sarà, anche in virtù del centenario della Pinacoteca, l’anno della cultura” hanno dichiarato i due amministratori “Rivolgiamo a Veronica i complimenti per il premio Malerba, un riconoscimento personale, che illustra la città”. Veronica era accompagnata dal marito e dai genitori, Marisa Borchiellini e Lino Conti.”

Da: CdCNotizie

PREMIO LETTERARIO MALERBA: VERONICA CONTI RICEVUTA IN COMUNE

Recensione su SoloLibri.net

Una delle prime recensioni che ho ricevuto. Un grande grazie al portale SoloLibri.net

Un romanzo sull’ambiguità che si macchia del sangue della vendetta; una celebrazione gotica del rancore quando si arma di fine e diabolica astuzia.

Ho assistito alla presentazione del libro che ha vinto il premio Luigi Malerba a Roma alla libreria Fandango Incontro del 28 giugno.
Il premio Luigi Malerba è rivolto a tutti i giovani di nazionalità italiana ed estera, senza limiti di età, che desiderino cimentarsi nella scrittura di un’opera in lingua italiana.

Ho scoperto un libro avvincente che mi ha appassionato fino all’ultima pagina.
La scrittrice è un’esordiente che dimostra di saper scrivere in maniera sobria ed essenziale e allo stesso tempo avvincente.

Ambientato in una Normandia di inizio novecento, narra la storia del giovane Etienne che viene assunto dal nobile Tancrède Des Essart per fare da istitutore al proprio figlio, l’enigmatico Dorian.
Arrivato al castello della Guyenne, il giovane viene presto invischiato nei misteri che avvolgono il piccolo paese normanno di Vraibourg.
I personaggi si muovono in uno scenario inquietante e ambiguo, intessuto di falsità e inganni. Tutti sembrano nascondere qualcosa e sono avvinti da una caleidoscopica catena di eventi e intrecci imprevedibili.

Condivido in pieno quanto scrive Margherita Heyer-Caput:

Condivido in pieno quanto scrive Margherita Heyer-Caput:

”Ciò che rende così inquietante ed avvincente la scrittura essenziale ed evocativa di Elisa Veronica Conti non è soltanto il mistero della frammentazione progressiva della e delle identità dei personaggi in una atmosfera ironicamente pirandelliana.
Il verso di Villon “tutto così rapisce il vento“ non coglie soltanto l’effimero delle molteplici verità individuali e collettive che nutrono il congegno narrativo del romanzo, bensì anche la transitorietà e interscambiabilità dei modelli letterari che ne formano l’arabesco interstuale”.

Da: http://www.sololibri.net/Le-nebbie-di-Vraibourg-Veronica.html

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